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	<title>Inter Club Castro</title>
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		<title>Davide SANTON è il nuovo acquisto</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 10:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fernando</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Davide Santon è il primo acquisto nerazzurro. Il laterale giocherà contro l’Udinese dal primo minuto, o entrerà a partita in corso, per mettere, finalmente, nelle gambe, quei minuti che lo renderanno il titolare della fascia sinistra. Il ginocchio non fa più male, e Davide è pronto per ritornare quel terzino che tutti i sostenitori della beneamata hanno osannato due stagioni fa. Rafa Benitez starebbe aspettando il recupero totale del terzino, e di Thiago Motta (la prossima settimana tornerà ad allenarsi) per poi passare al 4-4-2 (rombo), modulo più adatto, in questo momento, alla rosa nerazzurra. Julio Cesar tra i pali, difesa in linea con Maicon, Lucio, Samuel e Santon, con Cambiasso davanti alla difesa, Zanetti e Motta (Stankovic, Mariga o Muntari) a centrocampo, Sneijder trequartista pronto ad offendere e ad inventare per il tandem offensivo composto da Eto’o e Milito.</p>
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		<title>INTER – JUVENTUS</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 16:27:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fernando</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del posticipo di domenica 3 ottobre p.v. (20.45) tra INTER-JUVENTUS incontro valido per la 6 giornata di campionato, l’INTER CLUB CASTRO organizza, in collaborazione con il coordinamento provinciale, la trasferta a MILANO per assistere a tale incontro. Gli interessati possono mettersi in contatto con il Club per eventuali prenotazioni/informazioni. Naturalmente i biglietti vengono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del posticipo di domenica 3 ottobre p.v. (20.45) tra INTER-JUVENTUS incontro valido per la 6 giornata di campionato, l’INTER CLUB CASTRO organizza, in collaborazione con il coordinamento provinciale, la trasferta a MILANO per assistere a tale incontro. Gli interessati possono mettersi in contatto con il Club per eventuali prenotazioni/informazioni. Naturalmente i biglietti vengono assegnati ai soli soci e non è possibile pertanto poter procurare biglietti a chi non è iscritto. La partenza è prevista intorno alle ore 20.00 di sabato 2 ottobre.<strong> </strong></p>
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		<title>Castro &#8211; La Perla del Salento</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 07:38:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Salento - Paradiso a sud-est]]></category>
		<category><![CDATA[Castro marina]]></category>
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		<description><![CDATA[Castro Alta ricorda le antiche origini del paese. Il centro storico ha l&#8217;aspetto del tipico borgo medioevale, racchiuso da piccole case e numerose stradine e circondato da poderose mura.Castro è uno dei più belli approdi turistici del Salento. Gli abitanti sono circa 2500, ma nel periodo estivo la cittadina si popola come non mai ospitando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Castro Alta</span> ricorda le antiche origini del paese. Il centro storico ha l&#8217;aspetto del tipico borgo medioevale, racchiuso da piccole case e numerose stradine e circondato da poderose mura.Castro è uno dei più belli approdi turistici del Salento.<br />
Gli abitanti sono circa 2500, ma nel periodo estivo la cittadina si popola come non mai ospitando numerosi villeggianti attratti dalla bellezza del luogo e dal mare cristallino. Il castello che è aragonese ricorda anche l&#8217;origine del nome. Castrum in latino è riferito alla fortificazione, la vicina Vignacastrisi ricorda l&#8217;esistenza delle &#8220;vinee castrensis&#8221; le fortificazioni in forma di fossati e trincee che difendevano la rocca.<br />
Di origine romana,Castro fu una delle prime città del Salento ad essere elevata al rango di Contea e fu una delle prime ad essere eletta a sede Vescovile (nel 682 da Leone II).Castro era un raro esempio di città fortificata ed il suo castello, giudicato inespugnabile per la sua posizione naturale(era costruito su di un promontorio protetto da un verso dal mare dall&#8217;altro da uno scosceso terrapieno) e per la solidità della sua costruzione, fu annoverato nei registri angioini del 1282 come uno dei castelli più importanti del regno. La decadenza di Castro cominciò con la fine del feudalesimo ed il colpo di grazia fu la soppressione della diocesi avvenuta nel 1818. Dal 1975 gli è stata restituita l&#8217;autonomia comunale, a dimostrazione della rinata importanza dovuta alla sapiente gestione di una delle poche risorse economiche del paese: il turismo.<br />
<span style="color: #993300;">Castro Marina</span> si presenta con la stessa forma dell&#8217;antico borgo di pescatori, con il suo caratteristico porto, nei pressi del quale si vedono le grotticelle scavate che servono da magazzini per i pescatori. Importante centro peschereccio e attrezzata stazione balneare,Castro Marina durante la stagione estiva viene presa d&#8217;assalto da un esercito di vacanzieri, attratti da un paesaggio da favola bagnato dal mare più pulito d&#8217;Italia.<br />
Scorrendo la costa fino al porticciolo si scoprono&#8230;. azzurre emozioni in uno scenario di incontaminata bellezza, come la punta di Mucurune, le gelide sorgenti, le famose grotte, nella suggestiva cornice dal colore verde cupo degli ulivi.Ciò che vi è di più bello in Castro è però il mare. Dal mare i castrensi hanno visto arrivare le orride vele dei mori. Questo mare amato e temuto, con le sue acque serene e trasparenti invita a sostare per bearsi della sua immagine . Sotto i raggi del sole o alla luce delle lampare, il mare canta la sua canzone eterna che sa di partenze e ritorni di sirene e di mostri, sempre però di incontri. fonte:www.castro.it</p>
<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.bebbellavista.com/slide/slide.html" target="_blank"><span style="color: #993300;">Guarda le Immagini</span></a></h2>
<h2 style="text-align: center;"><a title="castro 360°" href="http://www.girofoto.it/wp-content/uploads/panorami/visualizza-java.php?ivp=castro-m" target="_blank"><span style="color: #993300;">Castro a 360°</span></a></h2>
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		<title>Serie A Tim: anticipi e posticipi fino al 31/10/2010</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 06:32:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[2ª GIORNATA ANDATA Sabato 11 settembre 2010 ore 18.00 INTER &#8211; UDINESE (*) Sabato 11 settembre 2010 ore 20.45 CESENA &#8211; MILAN (*) Sabato 11 settembre 2010 ore 20.45 CAGLIARI &#8211; ROMA (*) Domenica 12 settembre 2010 ore 12.30 BRESCIA &#8211; PALERMO Domenica 12 settembre 2010 ore 20.45 NAPOLI &#8211; BARI 3ª GIORNATA ANDATA Sabato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>2ª GIORNATA ANDATA</strong><br />
Sabato 11 settembre 2010 ore 18.00 INTER &#8211; UDINESE (*)<br />
Sabato 11 settembre 2010 ore 20.45 CESENA &#8211; MILAN (*)<br />
Sabato 11 settembre 2010 ore 20.45 CAGLIARI &#8211; ROMA (*)<br />
Domenica 12 settembre 2010 ore 12.30 BRESCIA &#8211; PALERMO<br />
Domenica 12 settembre 2010 ore 20.45 NAPOLI &#8211; BARI</p>
<p><strong>3ª GIORNATA ANDATA</strong><br />
Sabato 18 settembre 2010 ore 18.00 FIORENTINA &#8211; LAZIO<br />
Sabato 18 settembre 2010 ore 20.45 MILAN &#8211; CATANIA<br />
Domenica 19 settembre 2010 ore 12.30 BARI &#8211; CAGLIARI<br />
Domenica 19 settembre 2010 ore 15.00 PALERMO-INTER<br />
Domenica 19 settembre 2010 ore 20.45 SAMPDORIA &#8211; NAPOLI</p>
<p><strong>4ª GIORNATA ANDATA</strong><br />
Martedì 21 settembre 2010 ore 20.45 LAZIO &#8211; MILAN<br />
Mercoledì 22 settembre ore 20.45 INTER-BARI<br />
Giovedì 23 settembre 2010 ore 20.45 JUVENTUS &#8211; PALERMO</p>
<p><strong>5ª GIORNATA ANDATA</strong><br />
Sabato 25 settembre 2010 ore 18.00 MILAN &#8211; GENOA (*)<br />
Sabato 25 settembre 2010 ore 20.45 ROMA &#8211; INTER (*)<br />
Domenica 26 settembre 2010 ore 12.30 CESENA &#8211; NAPOLI<br />
Domenica 26 settembre 2010 ore 20.45 JUVENTUS &#8211; CAGLIARI</p>
<p><strong>6ª GIORNATA ANDATA</strong><br />
Sabato 2 ottobre 2010 ore 18.00 UDINESE &#8211; CESENA<br />
Sabato 2 ottobre 2010 ore 20.45 PARMA &#8211; MILAN<br />
Domenica 3 ottobre 2010 ore 12.30 LECCE &#8211; CATANIA<br />
Domenica 3 ottobre 2010 ore 20.45 INTER &#8211; JUVENTUS</p>
<p><strong><br />
7ª GIORNATA ANDATA</strong><br />
Sabato 16 ottobre 2010 ore 18.00 MILAN &#8211; CHIEVO (*)<br />
Sabato 16 ottobre 2010 ore 20.45 ROMA &#8211; GENOA (*)<br />
Domenica 17 ottobre 2010 ore 12.30 CAGLIARI &#8211; INTER<br />
Domenica 17 ottobre 2010 ore 20.45 BARI &#8211; LAZIO</p>
<p><strong>8ª GIORNATA ANDATA</strong><br />
Sabato 23 ottobre 2010 ore 20.45 FIORENTINA &#8211; BARI<br />
Domenica 24 ottobre 2010 ore 12.30 PARMA &#8211; ROMA<br />
Domenica 24 ottobre 2010 ore 20.45 INTER &#8211; SAMPDORIA<br />
Lunedì 25 ottobre 2010 ore 20.45 NAPOLI &#8211; MILAN</p>
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		<title>Si parte con un pari</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 06:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BOLOGNA &#8211; Parte dal &#8220;Renato Dall&#8217;Ara&#8221; di Bologna, l&#8217;avventura dell&#8217;Inter di Rafael Benitez nella serie A Tim 2010-2011 in un insolito posticipo al lunedì sera che chiude la prima giornata del campionato. Un&#8217;avventura che parte a singhiozzi: si chiudono, infatti, sullo 0-0 i primi 45&#8242; del match, ma è tutta nerazzurra la ripresa del match. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BOLOGNA &#8211; Parte dal &#8220;Renato Dall&#8217;Ara&#8221; di Bologna, l&#8217;avventura dell&#8217;Inter di Rafael Benitez nella serie A Tim 2010-2011 in un insolito posticipo al lunedì sera che chiude la prima giornata del campionato. Un&#8217;avventura che parte a singhiozzi: si chiudono, infatti, sullo 0-0 i primi 45&#8242; del match, ma è tutta nerazzurra la ripresa del match. Pandev di testa, Sneijder su punizione, Eto&#8217;o sulla traversa, l&#8217;Inter assedia la porta di Viviano che, perfetto e tempestivo su ogni intervento, impedisce al risultato di sbloccarsi. Sneijder al 95&#8242; regala l&#8217;ultima illusione del gol, ma il match si chiude a reti inviolate. Con un pizzico in più di fortuna l’INTER avrebbe portato a casa sicuramente i meritati 3 punti ma il calcio è questo. Comunque una buona INTER che fa ben sperare nonostante i critici cominciano già a fare paragoni con quella del Mou.</p>
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		<title>Iscrizioni</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 06:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Club informa]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una stagione davvero UNICA nella nostra storia e mentre siamo tutti coinvolti in una serie di festeggiamenti si deve comunque pensare al prossimo campionato e quindi ripartire al piu presto. Sono pertanto aperte le iscrizioni per i nuovi tesseramenti all’Inter Club CASTRO che potete effettuare on-line o direttamente tramite i nostri contatti sul sito. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una stagione davvero UNICA nella nostra storia e mentre siamo tutti coinvolti in una serie di festeggiamenti si deve comunque pensare al prossimo campionato e quindi ripartire al piu presto. Sono pertanto aperte le iscrizioni per i nuovi tesseramenti all’Inter Club CASTRO che potete effettuare on-line o direttamente tramite i nostri contatti sul sito. La quota di iscrizione (30,00 euro per i soci adulti e 15,00 euro per i soci junior) ha validità di 1 anno con tutti i benefici che credo conoscete e quindi partecipazione alle trasferte dell’INTER ed alle feste regionali dell’INTER, sconti sui gadget e tant’altro. Chi non ha la tessera dell’Inter Club non ha nessun diritto a partecipare alle trasferte e richieste di biglietti ma si deve rivolgere direttamente alla banca popolare di milano.</p>
<p>Le iscrizioni on-line devono essere fatte previo versamento quota di euro 30,00 su carta post-pay n. 4023 6005 6164 2184</p>
<p>NOI NON TIFIAMO INTER ……. AMIAMO L’INTER (1984 – 2009 UN’ ESPERIENZA LUNGA 25 ANNI). Per ulteriori informazioni scrivere a: info@interclubcastro.it</p>
<p>Compila il seguente modulo, verrai ricontattato dal nostro staff nel più breve tempo possibile.<br />
[contact-form]</p>
<p>I gadget in dotazione non sono ancora disponibili quindi quelli che vedete sono riferiti allo scorso anno.</p>
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		<title>Prisco</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 18:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giuseppe Prisco, meglio noto come Peppino Prisco (Milano, 10 dicembre 1921 – Milano, 12 dicembre 2001), è stato un avvocato e dirigente sportivo italiano, per lunghissimo tempo vice-presidente dell&#8217;Inter. Originario di Torre Annunziata (Napoli), si arruolò negli alpini a 18 anni partecipando alla campagna di Russia come tenente nel Battaglione &#8220;L&#8217;Aquila&#8221; del 9° Reggimento alpini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe Prisco, meglio noto come Peppino Prisco (Milano, 10 dicembre 1921 – Milano, 12 dicembre 2001), è stato un avvocato e dirigente sportivo italiano, per lunghissimo tempo vice-presidente dell&#8217;Inter.<br />
Originario di Torre Annunziata (Napoli), si arruolò negli alpini a 18 anni partecipando alla campagna di Russia come tenente nel Battaglione &#8220;L&#8217;Aquila&#8221; del 9° Reggimento alpini 108^ Compagnia, inquadrato nella Divisione Julia, e guadagnando una medaglia d&#8217;argento al valor militare: di 53 alpini rientrati, lui era uno dei soli tre ufficiali superstiti. Dalla fine della guerra in poi, non si perderà più una singola adunata delle penne nere.</p>
<p>Dopo essersi laureato in giurisprudenza nel 1944, il 10 maggio 1946 si iscrive all&#8217;albo degli avvocati. È stato sposato con Maria Irene, da cui ha avuto due figli: Luigi Maria e Anna Maria.</p>
<p>È stato uno dei più noti penalisti, principe del Foro di Milano, per anni è stato presidente dell&#8217;Ordine degli Avvocati milanese. Dal 1980 al 1982 è stato consigliere dell&#8217;istituto di credito Banco Ambrosiano Veneto. In questa veste, secondo quanto riferisce il giornalista Philip Willan nel suo libro-inchiesta The last supper, Prisco avrebbe minacciato privatamente Roberto Calvi per spingerlo a non fare rivelazioni di alcun tipo durante la sua detenzione presso il carcere di Lodi, tantopiù che il Partito Socialista Italiano — secondo quanto avrebbe riferito Prisco alla moglie di Calvi — aveva già distrutto tutte le prove di attività illecite collegate al Banco Ambrosiano. Prisco fu condannato in primo grado a otto anni di reclusione per lo scandalo dell&#8217;Ambrosiano e fu poi assolto in appello[1].</p>
<p>La vita di Prisco e il suo ricordo sono comunque indissolubilmente legati all&#8217;Inter, di cui nel 1963 è divenuto vice-presidente, per seguirla in ogni sua partita. Da dirigente dell&#8217;Inter ha vinto tutto: sei scudetti, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, tre Coppe Uefa, due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana.</p>
<p>In oltre mezzo secolo di vita societaria Peppino Prisco ha costantemente seguito con amore la sua squadra, rimarcando ogni evento con la sua tagliente ironia.</p>
<p>Negli ultimi anni della sua vita era diventato ospite fisso nelle trasmissioni sportive, come Controcampo, nelle quali scambiava battute con il milanista Diego Abatantuono e lo juventino Giampiero Mughini.</p>
<p>Sono famose molte sue ironiche frasi rivolte ai rivali del Milan, tra cui:<br />
	« Ricordo agli amici milanisti che noi non siamo mai andati in serie B, né pagando&#8230; né gratis. »</p>
<p>(Peppino Prisco)<br />
	« Quando stringo la mano a un milanista me la lavo. Quando stringo la mano a uno juventino mi conto le dita. »</p>
<p>(Peppino Prisco)</p>
<p>I suoi più grandi idoli calcistici sono stati Giuseppe Meazza, che considerava il migliore di tutti, e Ronaldo, per cui stravedeva, tanto da affermare:<br />
	« Chiedo scusa ai miei genitori, ma in mezzo alla foto di loro due io porto sempre quella di Ronaldo. »</p>
<p>(Peppino Prisco)</p>
<p>Muore a causa di un infarto il 12 dicembre 2001, tre giorni dopo la sua ultima apparizione in TV, due giorni dopo il suo ottantesimo compleanno.</p>
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		<title>Benitez: &#8220;Maicon ha avuto problemi al ginocchio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 15:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dallo spogliatoio]]></category>

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		<description><![CDATA[Bologna-Inter segnerà il suo esordio nella serie A. Rafael Benitez è pronto a iniziare l&#8217;avventura in nerazzurro nel campionato italiano e, alla vigilia del match che attende i nerazzurri allo stadio &#8216;Renato Dall&#8217;Ara&#8217; domani sera (ore 20.45), ha incontrato i giornalisti in conferenza. Benitez, perchè Maicon non è tra i convocati? &#8220;Ha preso una botta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bologna-Inter segnerà il suo esordio nella serie A. Rafael Benitez è pronto a iniziare l&#8217;avventura in nerazzurro nel campionato italiano e, alla vigilia del match che attende i nerazzurri allo stadio &#8216;Renato Dall&#8217;Ara&#8217; domani sera (ore 20.45), ha incontrato i giornalisti in conferenza.</p>
<p>Benitez, perchè Maicon non è tra i convocati?<br />
&#8220;Ha preso una botta al ginocchio durante l&#8217;ultima partita, oggi ha sentito un po&#8217; di dolore e domani non sarà disponibile&#8221;.</p>
<p>Come pensa di utilizzare il turnover a partire dalla partita di Bologna considerando che arriva a poca distanza da quella di Supercoppa europea?<br />
&#8220;Sabato pensavamo di vincere la partita, non siamo contenti per come è andata a finire, questo è chiaro, ma ora ne abbiamo un&#8217;altra e dobbiamo giocare con i giocatori che sono disponibili. C&#8217;è un solo giocatore che è infortunato, che è Maicon, gli altri stano tuti bene e decideremo chi tar loro scenderà in campo&#8221;.</p>
<p>Che reazione si aspetta da una squadra del calibro dell&#8217;Inter?<br />
&#8220;Perdere non è mai buono, ma sono sicuro della reazione dei miei giocatori. Sappiamo che l&#8217;inizio del campionato è sempre difficile, ne abbiamo avuto alcuni esempi anche nella giornata di ieri. L&#8217;Inter è una squadra che, negli ultimi tre anni, non ha mai iniziato il campionato nel migliore dei modi, ha sempre avuto bisogno di tempo. Credo che, in questo senso, aver perso l&#8217;ultima partita potrebbe dare uno stimolo in più perchè adesso siamo qui per fare bene contro il Bologna&#8221;.</p>
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		<title>Come contattarci</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 14:55:06 +0000</pubDate>
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		<title>Meazza</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 13:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giuseppe Meazza (Milano, 23 agosto 1910 – Rapallo, 21 agosto 1979) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo attaccante. Considerato uno dei miglior calciatori italiani di tutti i tempi[2], è stato Campione del Mondo con la Nazionale italiana nel 1934 e nel 1938. « Grandi giocatori esistevano al mondo, magari più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe Meazza (Milano, 23 agosto 1910 – Rapallo, 21 agosto 1979) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo attaccante. Considerato uno dei miglior calciatori italiani di tutti i tempi[2], è stato Campione del Mondo con la Nazionale italiana nel 1934 e nel 1938.<br />
« Grandi giocatori esistevano al mondo, magari più tosti e continui di lui, però non pareva a noi che si potesse andar oltre le sue invenzioni improvvise, gli scatti geniali, i dribbling perentori e tuttavia mai irridenti, le fughe solitarie verso la sua smarrita vittima di sempre, il portiere avversario[3] »</p>
<p>(Gianni Brera)</p>
<p>Nato nel popolare quartiere di Porta Vittoria, iniziò a giocare a 6 anni sui campetti di Greco Milanese e Porta Romana in un gruppo di bambini che lui definì i Maestri Campionesi inseguendo una palla fatta di stracci. Ottenuto finalmente il consenso della mamma (il padre era morto in Guerra nel 1917) a 12 anni inizia a giocare sui campi regolari con i ragazzi uliciani del Gloria F.C., dove un ammiratore gli regala quelle scarpette che tanto desiderava (e lui non poteva comprare) e che il &#8220;Brigatti&#8221; vendeva in Corso Venezia all&#8217;equivalente di circa 3 stipendi.</p>
<p>A 14 anni compiuti entrò a far parte dell&#8217;Internazionale disputando il campionato ragazzi. Fu Fulvio Bernardini a scoprirlo e a insistere presso l&#8217;allenatore dell&#8217;Inter, Arpad Weisz, affinché lo inserisse in prima squadra: Bernardini (che sarebbe diventato in seguito un importante allenatore e scopri&#8217; numerosi altri giocatori, fra cui un altro che sarebbe poi diventato centravanti dell&#8217;Inter, Alessandro Altobelli) si fermava sempre più spesso, al termine degli allenamenti, a osservare estasiato, tra i ragazzi delle giovanili, quel ragazzino che con il pallone tra i piedi faceva meraviglie. Bernardini, si narra, fu tanto insistente e convincente che alla fine Weisz volle visionarlo personalmente. Weisz si rese conto che Bernardini non aveva esagerato: a 16 anni il ragazzo fu aggregato in prima squadra e a 17 anni Giuseppe Meazza esordiva nell&#8217;Inter, nella Coppa Volta.</p>
<p>Fu in quell&#8217;occasione che gli fu dato il soprannome di “Balilla”: quando l&#8217;allenatore Weisz lesse nello spogliatoio la formazione, annunciando la presenza in squadra di Meazza fin dal primo minuto, un anziano giocatore dell&#8217;Inter, Leopoldo Conti, esclamo&#8217; sarcastico: &#8220;Adesso andiamo a prendere i giocatori perfino all&#8217;asilo! Facciamo giocare anche i balilla!&#8221; L&#8217;Opera Nazionale Balilla, che raccoglieva tutti i bambini dagli 8 ai 14 anni, era stata costituita nel 1926 e cosi&#8217; allo scherzoso &#8220;Poldo&#8221; venne naturale apostrofare in quel modo il giovanissimo esordiente. Ma si sarebbe ricreduto presto: Meazza, in quella partita giocata contro l&#8217;U.S. Milanese, segno&#8217; tre gol, assicurando all&#8217;Inter la vittoria e facendo capire a tutti che era nata una stella. &#8220;Pepin&#8221;, come veniva chiamato in dialetto milanese, seguitò a giocare nel ruolo di centravanti nell&#8217;Ambrosiana, come era stata ribattezzata l&#8217;Inter in epoca fascista in seguito alla fusione con la U.S. Milanese. Iniziò subito a farsi notare a suon di gol e per la sua classe sopraffina, tanto che, non ancora ventenne, guidò la sua squadra alla conquista del neonato campionato di Serie A nel 1929-30 conquistando il titolo di capocannoniere con ben 31 reti.<br />
I successi con la Nazionale .<br />
Sono da ricordare di lui la tecnica eccezionale, il dribbling ubriacante e le celebri punizioni a foglia morta con cui aggirava la barriera. Leggendaria anche la sua tecnica nel battere i rigori, caratterizzata da un doppio passo; in proposito si ricorda anche un curioso episodio: durante il match contro il Brasile, nella semifinale dei Mondiali del &#8217;38, apprestandosi a battere un rigore, gli si ruppe l&#8217;elastico dei calzoncini; ciò nonostante, sostenendo con una mano i detti calzoncini, calciò il rigore con la consueta finta, spiazzando il portiere brasiliano.</p>
<p>Esordì in nazionale non ancora ventenne il 9 febbraio 1930 a Roma in Italia-Svizzera terminata 4-2 con le sue due reti. Tre mesi più tardi, l&#8217;11 maggio dello stesso anno, alla sua quarta presenza in maglia azzurra, Meazza appose la sua prima inimitabile firma in campo internazionale, in una delle giornate più gloriose del calcio italiano. Tre prodezze del Balilla spianarono la strada alla nazionale guidata da Vittorio Pozzo, verso il primo grande trionfo della sua giovane storia. L&#8217;Italia superò l&#8217;Ungheria a Budapest con un incredibile 5-0, in quella che, di fatto, era la finale della prima Coppa Internazionale. Era quella anche la prima vittoria italiana in casa dei maestri danubiani, trasferta che, fino ad allora, aveva restituito memorabili rovesci, e il nome del 19enne fuoriclasse di Porta Vittoria irruppe nel novero delle grandi stelle del calcio continentale. L&#8217;eco dell&#8217;impresa, in Italia, fu enorme. La partita, seguita alla radio da un pubblico incredulo, rappresentò momento di svolta per il Calcio, non più vassallo delle scuole mitteleuropee, e, dopo quella partita, Meazza sarà l&#8217;eroe di tutti gli sportivi italiani. La sua carriera in azzurro fu a dir poco splendida: guidò l&#8217;Italia alla conquista del suo primo campionato del mondo, nell&#8217;edizione casalinga del 1934 realizzando 4 reti, di cui fu fondamentale quella nella ripetizione contro la Spagna dei quarti di finale. La partita venne ripetuta poiché il giorno prima si era conclusa in parità dopo i tempi supplementari (allora non erano previsti i calci di rigore): Meazza si dice fu “sbloccato” dopo che il tecnico spagnolo non schierò misteriosamente il suo spauracchio, il celebre portiere Ricardo Zamora, considerato all&#8217;epoca tra i migliori al mondo nel suo ruolo.</p>
<p>Dopo la vittoriosa Coppa Rimet, nella quale aveva ricoperto, come sempre più spesso gli accadeva, il ruolo di interno in luogo di quello di centravanti di inizio carriera, collezionò l&#8217;ennesimo terzo posto con la sua Ambrosiana dietro la Juventus, che dominò la scena italiana degli anni trenta. La prima partita con la nazionale campione del mondo fu la celebre battaglia di Highbury, così denominata perché si disputò nello stadio londinese di Highbury, in casa dei presunti “maestri” inglesi (che non disputavano la coppa del mondo perché si arrogavano il titolo di &#8220;inventori del calcio&#8221;). La partita cominciò molto male per l&#8217;Italia, che subì nei primi 12 minuti 3 reti e perse per infortunio il centromediano Monti, ma nella ripresa fu proprio Meazza a risollevare le sorti italiane con una doppietta. Tuttavia, la sconfitta per 3-2 in inferiorità numerica contro l&#8217;Inghilterra, in una partita durissima e maschia come non mai, è tuttora ricordata non certo come un&#8217;onta.</p>
<p>Il 9 dicembre 1934 contro l&#8217;Ungheria segnò il gol numero 25 (in 29 partite) con la maglia azzurra, affiancando Adolfo Baloncieri in vetta alla classifica marcatori della nazionale, nella partita seguente contro la Francia fece altri 2 gol che gli consentirono di balzare al comando della classifica in solitario. In campionato Meazza continuò a dimostrarsi un grandissimo attaccante, anche solo guardando il rullino dei cannonieri: nel 1935-36 si laureò nuovamente capocannoniere, con 25 reti, impresa che ripeté anche nel 1937-38 guidando per la seconda volta l&#8217;Ambrosiana alla conquista dello scudetto.</p>
<p>Quello stesso anno fu anche il capitano della nazionale alla coppa del mondo disputatasi in Francia: il secondo, prestigioso successo che portò l&#8217;Italia ai vertici del calcio mondiale e che permette di ricordare quella nazionale come una delle più forti squadre di tutti i tempi. Il 16 giugno a Marsiglia nella semifinale dei mondiali del 1938 contro il Brasile mise a segno il gol numero 33, l&#8217;ultimo della sua carriera in nazionale (passato alla storia poiché a causa della rottura dell&#8217;elastico dei pantaloncini tirò un calcio di rigore tenendoli con una mano), in seguito giocherà altre 7 partite in maglia azzurra senza andare in gol. Il suo record sarà raggiunto solo da Luigi Riva il 9 giugno 1973, sempre contro il Brasile in una amichevole, e quindi superato il 29 settembre dello stesso anno contro la Svezia.<br />
Ultimi anni da professionista.<br />
L&#8217;anno successivo fu l&#8217;inizio del declino del grande campione, a causa di un infortunio, che lo tenne poi lontano dai terreni di gioco per oltre un anno: il famoso “piede gelato”, un&#8217;occlusione dei vasi sanguigni di un piede. Nell&#8217;autunno 1940 Meazza tornò al calcio giocato, stavolta con la maglia del Milan, ma non si trattava più del campione di un tempo, minato dall&#8217;infortunio occorsogli. La sua carriera nazionale si era conclusa l&#8217;anno precedente con un bottino di 53 partite e 33 reti, che gli valgono il secondo posto fra i bomber azzurri, dietro al solo Gigi Riva (35 reti). Inoltre, da bomber azzurro, Meazza vanta tuttora la permanenza più lunga al primo posto in esclusiva: 38 anni, 3 mesi e 23 giorni che partono da quando superò le 25 reti di Adolfo Baloncieri il 17 febbraio 1935 (Italia-Francia 2-1) a quando, come si è detto, le sue 33 totali furono eguagliate da Riva il 9 giugno 1973.<br />
La tomba di Giuseppe Meazza</p>
<p>Dopo due stagioni al Milan passò alla Juventus. Dopo aver disputato il campionato di guerra 1943-44 con il Varese (7 goal in 20 partite disputate) ed una breve permanenza all&#8217;Atalanta nel 1945-46, anno in cui ricoprì per un breve periodo anche il ruolo di allenatore, concluse la carriera con un&#8217;ultima stagione con la sua maglia nerazzurra, quella dell&#8217;Inter.</p>
<p>Dopo il ritiro dal calcio giocato divenne giornalista e poi allenatore, anche se non raggiunse mai i suoi livelli da calciatore. Allenò la Pro Patria, in varie circostanze la sua Inter, e anche la Nazionale nel biennio 1952-53. Fu anche il primo allenatore italiano ad allenare una squadra staniera, il Besiktas, per cinque mesi a partire dal gennaio 1949.[8] Ma la cosa a cui si dedicò maggiormente fu quella di insegnare calcio ai ragazzi; infatti divenne responsabile del settore giovanile dell&#8217;Inter e fu lui che scoprì Sandro Mazzola.</p>
<p>Alla sua morte gli venne intitolato lo stadio milanese di San Siro.</p>
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